|
Lui è steso, seminudo. Respiro lento e braccia abbandonate sopra la testa. Lei è di fianco a lui: una gamba piegata sul suo addome ed il seno, nudo e bellissimo, sul suo costato. Silenzio. Non c'e' molto da dire ora. Ognuno segue i suoi pensieri, ognuno con le sue domande. Giocano le sue dita, impreziosite dalla French manicure fatta di recente, percorrendo lentamente centimetri di pelle nuda, girando intorno all'ombelico, proseguendo sulla divisione leggera del petto. E a lui piace. Gli piace sentire il calore delle sue mani, gli piace sentire il suo viso stretto che respira vicino al suo collo, gli piace da impazzire l'odore dei suoi capelli. "...mi fai il solletico!" "Ma non dirmi" - lei sembra divertita dalla nuova scoperta "soffri il solletico?" "Beh, soffro il solletico praticamente dappertutto!" "Ah si?? E allora vuol dire che quando sarai cattivo con me, saprò come torturarti!" "...no! dai! ti prego! TUTTO tranne che il solletico! picchiami e torturami legato, ma non il solletico! ti racconto una cosa: qualche tempo fa..." Bacio. Il racconto interrotto da un bacio lungo e dolce. Adora le sue labbra tenere. Forse sono cose che si dicono sempre, in casi come questo, ma avrebbe giurato di non aver mai toccato labbra cosi' tenere come le sue. "Hai delle labbra morbide da impazzire, amore...." "Amore". La prima volta che "Amore" era riferito espressamente a lei. Che strano. E' stato istintivo. Automatico. L'aveva chiamata Amore. ".... quella è una parola importante. Non buttarla via cosi' in fretta. " "...non lo so.... io credo che chiamarti "Amore" sia qualcosa piu' di ti voglio bene, e qualcosa meno di "Ti amo"." "...boh... questa tesi non mi convince. Se mi chiami "Amore", vuol dire che....insomma...l'Amore...cioè...tu mi identifichi con...vabeh, lasciamo perdere, mi sono incartata!!" Scoppiano a ridere abbracciandosi. "...quindi tu mi vuoi piu' di "bene", ma meno di "ti amo...." "Chiaramente. Oppure vuoi che ti dico che ti amo?" "sei pazzo da legare" "se vuoi ti dico che ti amo!" "Non ci provare, stupido!" Occhi da film western anni 80 dritti nei suoi occhi, voce impostata - "Ti Amo, principessa." "Ti uccidooooo!" Lei è divertita. sorride con quei suoi denti bianchi mentre gli afferra i fianchi e lo fa ridere, facendogli il solletico. Lui scoppia a ridere, abbracciandola forte nel tentativo di tenerla ferma. Le braccia di lei cedono e si bloccano sulle spalle di lui, tramutandosi in un tenero abbraccio che ferma la scena per qualche secondo. Respiri incrociati nella penombra della stanza. Silenzio. Il volto di lui tuffato nella cascata di luce dei suoi capelli. "Ti voglio bene tesoro" "Ti voglio bene, grè."
Akuma Dixit -
- commenti (7) - Archiviato in racconti, ti consiglio di leggere E con questa tua visita siamo a *loading*! Qualche tempo fa ero soddisfattissimo della mia vita. Avevo una ragazza: Lei mi amava. E l'ho scoperto quasi subito che mi amava. Si vede quando qualcuno ti ama col cuore, sinceramente. Lo senti dall'aria che vibra quando ti bacia. Lo scopri nei suoi pensieri e nelle sue parole che istintivamente si esprimono al plurale. Ne sei sicuro quando la lasci, e scoppia a piangere come una bambina, per giorni e notti. Quando scopri che alla fine sei un maschio della stessa razza bastarda di tutti gli altri maschi e fai l'amore con lei anche se non state piu' insieme. Fai l'amore pensando che è impossibile tornare insieme, pero' "l'ultima volta" non te la puoi negare. perchè come l'hai fatto con lei non l'hai mai fatto con nessun'altra. E avevo un infinità di amici: se Roma ha 10 quartieri io avevo amici in almeno 6 di questi. Genbte dappertutto che mi chiamava e che potevo chiamare quando volevo per una birra o per andare a divertirsi una notte. Ero arrivato a una sorta di "catalogo mentale" per tutti: e quindi avevo gli amici per le "serate In", per le serate "bene" nella "Roma bene" e amici per fare caciara ai castelli romani e ubriacarsi fino a vomitare all'alba. Gente che mi chiamava in continuazione, almeno una volta a sera, per farmi uscire. Ero popolare , cazzo! Che soddisfazione! Una famiglia spettacolare, una macchina sportiva decappotabile rossa, zero spese da affrontare e tempo libero che sembrava non finire mai. Oggi no. Oggi tutto è cambiato. Gli amici... non che io abbia mai creduto all'amicizia.. diciamo che ho sempre pensato alla parola "amico", proprio cosi' come la scrivo. Tra virgolette. E quindi, se ieri avevo 100 "amici"., oggi ne ho 10. Quelli più fedayn. Quelli che mi sopportano nonostante i miei millemila impegni. Quelli che sento di piu'. La donna non c'e', invece. Ho smesso di fidanzarmi perchè "In fondo non è male" o perchè "mi va bene lo stesso". Saranno mesi che ho storie che durano il tempo di un orgasmo, e mi sta bene cosi'. Mi diverto, e soprattutto non ho rotture di coglioni. La storia definitiva ....mi piacerebbe poter dire che la vedo all'orizzonte, lontana. In realtà lei è di un altro pianeta... e non posso dire che ci sia nulla. Però è bella... e mi piace. E se è intelligente la metà di quanto è bella, mi piacerebbe che in futuro ci possa essere una storia insieme. Mi piacerebbe poterla abbracciare quando voglio. Mi piacerebbe si... D'altronde, un raggio di sole non provoca mai indifferenza. La macchina è sempre quella. E' cambiato il concetto nell'utilizzarla. Prima era la "smartroadsterdecappotabilesportivaayeah". Ora è solo "la mia macchina". I soldi fanno sempre schifo. Solo che è cambiato il modo di utilizzarli, insieme a quello di guadagnarli. Prima non erano miei. Ora si. Prima non avevo spese. Ora si. Prima mi trascinavo. Ora vivo. Cambio le regole così. Dove c’è ruggine, Stanchezza o malessere Nessun problema. Sono qui! Scelgo il coraggio. Che vi piaccia oppure no. [...] Io che tradisco la metrica. Io vado oltre ogni logica. Io... Io Volo. Renato Zero [D'aria e di Musica] (Quanto mi piacerebbe tornare a scrivere racconti e storie.)
© Artemisia - Rapsodia Colors.net - Vietata la riproduzione, anche parziale, di questo layout!
|