DlinDlon! Il malato di mente responsabile di questi scritti risponde a Limbo59@hotmail.com su MSNMessenger.
giovedì, 24 luglio 2008
Tre giorni fa ho dovuto soggiornare in un albergo, per questioni di lavoro, e cominciando a sentirmi un pochino sola, e con una sensazione di libertà che mai avevo provato prima, decisi di chiamare una di queste “agenzie di accompagnatori”, di quelle che trovi tra le informazioni che ti distribuiscono all’aeroporto, e che sono soprattutto rivolte agli uomini.
Tra le varie proposte mi soffermo su una che offriva letteralmente un servizio “maschile” e in particolare vengo attratta da un’agenzia che si chiama “Ferotico”.
Dopo aver analizzato con attenzione la fotografia, prendo la decisione di chiamarlo… e che cavolo…
Con la brochure tra le mani, che tremavano e sudavano per l’aspettativa, prendo il telefono e compongo il numero indicato.
- Si, mi dica!? - rispose una voce sensuale.
Io tutta d’un fiato per superare la timidezza:
- Salve! Vedo che si occupa di massaggi, ma la verità è che ho bisogno che venga nella mia stanza urgentemente… No, aspetti, la verità è… che quello che proprio desidero è sesso! Ho voglia di una lunga nottata di sesso,
però, si! Sto parlando seriamente, voglio che duri tutta la notte e sono disposta a “partecipare” a varie attività e cose atipiche… se solo avessero un nome che si possa pronunciare, beh… desidero farlo!!! Porti tutto il campionario di accessori e giochini vari per assicurarsi di tenermi sveglia tutta la notte! Voglio che mi immobilizzi e che mi ricopra il corpo con tutto quello che le pare, per poi pulirsi l’uno con l’altro… con la lingua… o con quello che capita! Che gliene pare?

Lui un po’ esitante:
- Beh! Sinceramente mi pare fantastico… però, signora, per fare chiamate esterne, bisogna che prima digiti il nove…
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giovedì, 24 luglio 2008
Oggi mi sento un pò cosi'.
Quanto mi piacerebbe poter dedicare questa canzone a qualcuno...



Akuma Dixit - - commenti (1) - Archiviato in poesie, specchio
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lunedì, 14 luglio 2008
E' cominciata così, innocentemente.

Ho iniziato a pensare alle feste, "tanto per sciogliermi un po'", mi dicevo. Alla fine, però, un pensiero ha portato ad un altro, e mi sono ritrovato ad essere qualcosa più di un semplice pensatore casuale.

Iniziai a pensare da solo. "Posso smettere in ogni momento", mi dicevo, ma sapevo benissimo che non era vero. Pensare diventava una cosa sempre più importante per me, un'ossessione, e alla fine mi sono ritrovato a pensare tutto il tempo. A lavoro, persino. Sapevo benissimo che pensiero e lavoro non vanno per nulla d'accordo, ma non potevo farci nulla.

Iniziai persino ad evitare i colleghi, a pranzo, per poter mangiare da solo, leggendo Kafka, o Stendhal. Ritornando poi in ufficio, stordito, confuso, chiedendo a chiunque passasse di là "Scusi, ma cosa ci facciamo noi qui?". Non mi curavo degli sguardi scandalizzati degli altri, non mi interessava che le persone si allontanassero. Avevo il mio Orwell, e mi bastava.

Le cose non andavano bene neppure a casa. Una sera, d'improvviso, sentii il bisogno di spegnere la TV e chiedere a mia moglie quale fosse, secondo lei, il senso della vita. Il risultato fu quello di farla scappare via, sbattendo la porta, e farle passare la notte a casa della madre.

In poco tempo mi trovai etichettato come pensatore pesante. Un giorno il mio capo mi chiamò nel suo ufficio. Mi disse, col suo miglior tono paternalistico, "Senti Rick, mi piaci un sacco, lo sai, e non puoi capire quanto mi faccia star male dover essere io a dirtelo... però questo tuo continuo pensare sta diventando un problema... Se non la smetti di pensare a lavoro... credo proprio che sarai costretto a trovartene un altro."

Questo mi ha dato molto da pensare.

Dopo la mia discussione col capo tornai direttamente a casa. Cercai mia moglie. "Tesoro", le dissi, "stavo pensando..."
"Lo SO che stavi pensando" rispose lei, infuriata, "e io... voglio il divorzio."
La guardai sconcertato: "Suvvia tesoro, non è così grave come pensi... è solo un pensierino una volta ogni tanto..."
"Sì che è grave", mi rispose lei con tutta la rabbia che aveva accumulato in quelle settimane, "pensi più di un professore universitario, e guarda, guarda come sono ridotti! Se continuerai a pensare così ti ridurrai come loro!"
"Questo sillogismo è fallace", le dissi, ma mentre stavo per spiegarle il motivo iniziò a piangere, e ad urlare frasi sconnesse. Non ne potei più ed uscii, sbattendo la porta. "Me ne vado in biblioteca", le urlai, quando ormai probabilmente lei già non poteva più sentirmi.

Mi diressi verso la biblioteca. Avevo bisogno di un goccetto di Nietzsche, di quello forte. Lasciai la macchina nel parcheggio, buio e vuoto, salii le scale dell'antico edificio, ma trovai la porta chiusa.

Inizia a sbattere i pugni, e a gridare, gli occhi rossi dalla rabbia la bava alla bocca dal desiderio di leggere, conoscere e sapere. Crollai pian piano a sedere, i pugni stretti e le nocche sbiancate, scosso dai singhiozzi. Mi portai le mani al viso. Fino a che punto mi ero spinto? Pensare poteva valere mia moglie, quella leggiadra velina con la seconda elementare? La partita di calcio della domenica? Il mio lavoro come piazzista? Le serate davanti al Grande Fratello? La discoteca?

Quella notte mi feci coraggio e giurai a me stesso che ne sarei uscito. Entrai in una comunità di recupero, i Pensatori Anonimi. Il processo di disintossicazione fu lento. I primi giorni urlai, mentre bruciavano la mia bibliografia completa di P.K. Dick, sostituendola lentamente con libri di Moccia, ma pian piano riuscii a diminuire le dosi di lettura. Alla fine riuscivo a passare intere giornate davanti a repliche di Amici della De Filippi senza sentire minimamente il desiderio di aprire un libro.

E' vero, ebbi un paio di ricadute quando qualche infermiere incauto lasciò una copia della Divina Commedia in bella vista su una credenza, ma fortunatamente riuscirono a bloccarmi ed a togliermela prima che arrivassi al canto decimonono.

Ora finalmente sono libero di tornare a guardare i Vanzina. E la vita è tornata a sorridermi di nuovo. Io e mia moglie ci siamo riappacificati, ed ho ancora il mio lavoro.

Oggi ho voluto raccontarvi la mia esperienza, affinché vi serva da esempio e da monito. Fatene tesoro, perché nessuno di voi si trovi mai nel baratro del pensiero.
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giovedì, 10 luglio 2008
<< Improvvisamente ho capito che voi non siete dei veri mammiferi:
tutti i mammiferi di questo pianeta d'istinto sviluppano un naturale equilibrio con l'ambiente circostante...
...cosa che voi umani non fate.
Vi insediate in una zona e vi moltiplicate, vi moltiplicate , vi moltiplicate
finché ogni risorsa naturale non si esaurisce.
E l'unico modo in cui sapete sopravvivere è quello di spostarvi in un'altra zona ricca.

C'è un altro organismo su questo pianeta che adotta lo stesso comportamento.

Sai qual è?
Il virus.

Gli esseri umani sono un'infezione estesa, un cancro per questo pianeta:

VOI siete una piaga. >>

Matrix - Episodio uno.
Akuma Dixit - - commenti (3) - Archiviato in cinema
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martedì, 08 luglio 2008


Quello che nel mondo occidentale è considerato il migliore amico dell'uomo, per i musulmani è un animale impuro. Per questo i cani anti-droga e anti-esplosivo della polizia britannica, prima di entrare e perquisire le moschee e le abitazioni degli islamici saranno costretti a indossare delle speciali scarpe 'anti-contaminazione'. Lo ha deciso l'Associazione degli ufficiali della polizia inglese per salvaguardare la sensibilità delle diverse comunità religiose. Un gesto di rispetto in perfetto stile inglese che però ha spaccato in due la comunità musulmana del Paese. Mentre alcuni esponenti chiedevano da tempo un'iniziativa del genere, Ibrahim Mogra, uno degli imam più importanti della Gran Bretagna, considera "assolutamente non necessarie" le misure prese dalla polizia: "Se per questioni di sicurezza è richiesto l'invio di cani in una casa - ha detto al Times - così deve essere fatto"

La stronzaggine umana non ha limiti.

E tanto per continuare con la "stronzaggine umana" vi rendo partecipi di
alcune frasi dedicate ad una ragazza.

"LA TUA FEMMINILITA' SUPERA IL MIO IMMAGINARIO.
E' COME IMMERGERSI A 6O METRI ED INCROCIARE UNO SQUALO CHE TI PUNTA ...
POI GIRA E SVANISCE NELLE IMMENSITA' DIVINE DEL BLU PROFONDO!! "


poco più giu:

SONO SICURO CHE LA TUA FEMMINILITA' E' UN ARMA LETALE,,,,,,,BACI EMI

Le ho trovate su uno di quei siti che fanno "Social Connecting" come Facebook, o Meetic...
Siti che il 90% delle volte si riducono ad un tiro a segno di Morti di Figa che sparano complimentoni
a destra e a sinistra nella speranza di poter rimorchiare CHIUNQUE.

Ah.... vi starete chiededo, forse:
"Ma chi è la ragazza oggetto di complimenti cosi' belli?!
Beata lei!!"

Beh... cliccate qua.
Akuma Dixit - - commenti (3) - Archiviato in
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lunedì, 07 luglio 2008
Dice la faina all'alce:
"...com'e' cara, questa calce!"
Dice l'alce alla faina:
"non è calce! ...è cocaina!"
Akuma Dixit - - commenti - Archiviato in humor
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