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venerdì, 04 dicembre 2009
Ascoltate attentamente,
Purtroppo non ho trovato la versione italiana.
Da brividi.
Akuma Dixit -

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sabato, 14 novembre 2009
Ci sono momenti in cui ti fermi .
Momenti in cui di colpo, nel bel mezzo di una giornata stressante come centinaia di altre in passato, ti accorgi che stai pensando. Semplicemente pensando.
E la cosa bella è che ti rendi conto che non fai da un casino di tempo.
E mentre tu corri, perché l’ennesimo cliente stronzo e pieno di soldi ti aspetta,
ti accogi che la tua mente si è staccata nonostante le gambe continuino a camminare meccanicamente verso l’obbiettivo.
E senti che il traffico assume un rumore di fondo di qualche ottava piu bassa,
il brusio della gente intorno si fa piu confuso, la sirena di un ambulanza suona con un riverbero lontano
che accompagna i tuoi pensieri ,improvvisamente più nitidi, attaverso il cammino chehanno intrapreso da soli.
Non è facile di questi tempi. Pensare dico.
Non c’è tempo. E non è una frase rubata a qualche canzonetta del cazzo che passa la radio ogni giorno.
E’ che davvero non c’è più nemmeno il tempo di stare al cesso due minuti di piu’, per rilassarsi sul serio.
Bisogna correre, per arrivare prima degli altri.Prima di tutti, in questo enorme gioco che è la vita.
Non mi è chiaro, non posso saperlo, qual è il destino che ci stiamo scrivendo, spingendo il motore al massimo dei giri per un tempo cosi’ lungo…
l’altra notte ad esempio, nei dieci minuti che mi separano dal sonno profondo , stavo pensando a quanto lo stile di vita moderno sia estremamente simile alle meccaniche produttive degli insetti.
Ci avete mai fatto caso? Non è una cazzata che mi sto inventando io in questo momento,
l’ho letto da qualche parte , forse su Focus o l’ho sentito su qualche programma minchione
di Canale5.. la chiamano “Teoria dell’alveare” o “la meccanica degli insetti” ..’cazzo si ricorda.
Rimane il fatto che piu o meno funziona cosi’:
Avete mai provato a focalizzarvi un attimo sulla vita di un insetto?
I ragni, le api…le formiche..
Ecco: il formicaio, ad esempio: migliaia, MILIONI di piccoli esserini inutili che si muovono, si agitano, si scontrano, si toccano con le loro antenne scambiandosi impulsi elettrici velocissimi,
poi corrono a destra , corrono a sinistra, fremono , aspettano, esplorano …
ognuna indaffarata a portare a termine il suo piccolo compito del giorno, la sua piccola attività. In silenzio.
Guardatela da un gradino piu in alto, ora: colonne ordinate di puntini che si accavallano tra di loro
in un caos che in realtà è solo superficiale: loro sono li’, e la loro vita è sempre quella.
la piu importante di tutte per ognuna di esse.
Poco importa quando grande sia l’universo intorno, poco importa chi o cosa ci sià la’ fuori:
Se niente e nessuno, o due grandi occhi alieni che le scrutano.
Loro corrono, si muovono, lavorano e non si fermano mai, animate da un unico grande obbiettivo: Produrre.
Produrre produrre produrre produrre e basta.
Senza fermarsi mai, senza spazio per i sentimenti, senza il tempo di guardarsi intorno.
Produrre produrre produrre.
Ecco “la teoria dell’alveare”:
Milioni di puntini neri che corrono, in silenzio, senza scambiarsi una parola, che non c’è tempo.
Senza un sorriso, che potrebbe essere ambiguo.
Senza mostrare debolezza che è inutile e controproducente.
Un alveare, un formicaio, un termitaio o Roma, Firenze, Milano…che differenza c’è, in fondo?
Tutti corrono, uguali gli uni agli altri.
Sovrapponendosi, gli uni agli altri.
Scavalcandosi, gli uni con gli altri.
Combattendo giornalmente contro il tempo tiranno , contro la vicina che è acida, contro il vigile che è frustrato massimizzando il tempo e minimizzando il sentimento , anche quello, che è controproducente.
“Controproducente?”
Ecco l’ennesima Blasfemia del 2009.
PRODURRE PRODURRE PRODURRE!
Akuma Dixit -

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martedì, 08 aprile 2008
Raccontano che un giorno si riunirono in un luogo della terra tutti i sentimenti e le qualità degli uomini.
Quando la noia si fu presentata per la terza volta, la pazzia come sempre un po' folle propose:
"giochiamo a nascondino!".
L'interesse alzò un sopracciglio e la curiosità senza potersi contenere chiese:
"a nascondino? di che si tratta?"
"é un gioco -spiegò la pazzia - "in cui io
mi copro gli occhi e mi metto a contare fino a un milione mentre voi vi nascondete, quando avrò terminato di contare il primo di voi che scopro prenderà il mio posto per continuare il gioco".
L'entusiasmo si mise a ballare, accompagnato dall'euforia. L'allegria fece tanti salti che finì per
convincere il dubbio e persino l'apatia, alla quale non interessava mai niente.... però non tutti vollero partecipare.
La verità preferì non nascondersi.
Perché farlo,se poi tutti alla fine la scoprono?
La superbia pensò che fosse un gioco molto sciocco (in fondo ciò che le dava fastidio era che non fosse stata una sua idea) e la codardia preferì non arricchirsi.
"UNO,DUE,TRE..." -cominciò a contare la pazzia. La prima a nascondersi fu la pigrizia che si lasciò cadere dietro la prima pietra che trovò sul percorso. La fede volò in cielo e l'invidia si nascose all'ombra del trionfo che con le proprie forze era riuscito a salire sull'albero più alto. La generosità quasi non riusciva a nascondersi. Ogni posto che trovava le sembrava meraviglioso per qualcun'altro dei suoi amici.
Che dire di un lago cristallino? Ideale per la bellezza. Le fronde di un albero? Perfetto per la timidezza.
Le ali di una farfalla? Il migliore per la voluttà.
Una folata di vento? Magnifico per la libertà.
Così la generosità finì per nascondersi in un raggio di sole.
L'egoismo, al contrario trovò subito un buon nascondiglio, ventilato, confortevole e tutto per sé.
La menzogna si nascose sul fondale degli oceani (non e' vero, si nascose dietro l'arcobaleno!).
La passione e il desiderio al centro dei vulcani. L'oblio....non mi ricordo...dove? :)
Quando la pazzia arrivò a contare 999.999 l'Amore non aveva ancora trovato un posto dove nascondersi poiché li trovava tutti occupati; finché scorse un cespuglio di rose e alla fine decise di nascondersi tra i suoi fiori.
"un milione!" - contò la pazzia.
E cominciò a cercare. La prima a comparire fu la pigrizia, solo a tre passi da una pietra.
Poi udì la fede, che stava discutendo con Dio su questioni di teologia, e sentì vibrare la passione e il desiderio dal fondo dei vulcani. Per caso trovò l'invidia e poté dedurre dove fosse il trionfo. L'egoismo non riuscì a trovarlo: era fuggito dal suo nascondiglio essendosi accorto che c'era un nido di vespe.
Dopo tanto camminare, la pazzia ebbe sete e nel raggiungere il lago scoprì la bellezza.
Con il dubbio le risultò ancora più facile, giacché lo trovò seduto su uno steccato senza avere ancora deciso da
che lato nascondersi.
Alla fine trovò un po' tutti: il talento nell'erba fresca, l'angoscia in una grotta buia, la menzogna dietro l'arcobaleno e infine l'oblio che si era già dimenticato che stava giocando a nascondino.
Solo l'amore non le appariva da nessuna parte. La Pazzia cercò dietro ogni albero, dietro ogni pietra, sulla cima delle montagne e quando stava per darsi per vinta scorse il cespuglio di rose e cominciò a muovere i rami.
A quel punto, all'improvviso, si udì un grido di dolore:
le spine avevano ferito gli occhi dell'amore!
La pazzia non sapeva più che cosa fare per discolparsi; pianse,pregò, implorò, domandò perdono e alla fine gli promise che sarebbe diventata la sua guida.
Da allora, da quando per la prima volta si giocò a nascondino sulla terra, l'amore e' cieco e la pazzia sempre lo accompagna.
Akuma Dixit -

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giovedì, 20 marzo 2008
1.210.534 persone , al momento in cui scrivo,
hanno già firmato in tutto il mondo per fermare questo orrore.
Pare che Guillermo Habacuc Vargas, nato in Costarica, goda come artista di notevole fama, almeno dalle sue parti. Dovrebbe essere uno dei rappresentanti del suo Paese nella Biennale Centroamericana del 2008, in Honduras. Per quel che mi riguarda, e in base alle notizie che ho avuto, Guillermo Habacuc Vargas è un poco di buono, anzi è tutto cattivo.
Appartiene al filone dei provocatori che elevano al rango di creazione artistica qualsiasi eccentricità e stravaganza, gradevole o sgradevole che sia. Anche chi non ha nessuna simpatia per questi ribelli, siano essi graffitari o dipintori in rosso della fontana di Trevi o impiccatori di manichini, deve almeno riconoscere loro l’innocuità. Non compiono atti di violenza, contro nessuno. Il citato Habacuc s’è invece reso colpevole d’una infamia che l’ha additato al disprezzo e all’indignazione di quanti ne hanno avuto notizia. In un quartiere periferico di Managua ha catturato, con l’aiuto di cinque ragazzini cui è spettata poi una mancia, un mite cane randagio, e l’ha esposto in una galleria d’arte (si fa per dire) con la scritta «Un perro enfermo, callejer », un cane di strada malato. La povera bestia era legata a una catena, e a qualche metro di distanza l’orribile Guillermo aveva collocato una ciotola di cibo, non raggiungibile.
L’opera d’arte consisteva nell’esibizione mostruosa di questa sofferenza e di questa agonia. Ovviamente all’animale è stata negata, insieme al nutrimento una qualsiasi assistenza medica. Alcuni visitatori della mostra si avvicinarono all’« artista» per chiedergli che liberasse il cane. Ma lui rifiutò decisamente, non poteva permettere che il suo capolavoro fosse pregiudicato da intromissioni d’estranei. Vargas è un mascalzone e probabilmente anche un pazzo. Sono strettamente consigliabili nei suoi confronti, misure cautelari. Una delle quali potrebbe consistere nel tenerlo legato a una catena, senza cibo.
Ma l’aspetto più sconvolgente di questa storia non sta nel sadismo d’un personaggio da film horror. Sta nella indifferenza, o nella protesta solo blanda, di coloro che hanno visitato l’esposizione. Sta nell’inazione delle autorità -magistratura e polizia-cui spetta il compito di impedire gesti disumani. Sta soprattutto nell’ipocrisia con cui il Madc (Museo de arte y diseno contemporaneo) legittima la sua stima per Habacuc Vargas e la mancanza d’una qualsiasi deplorazione per la sua crudeltà. Il Madc rifiuta ogni intervento, a cominciare dalla cancellazione dell’Habacuc dal catalogo della Biennale Centroamericana del 2008. Si atteggia a difensore e protettore delle libertà intellettuali e artistiche. «Un’opera anche se discussa e discutibile- sta scritto in un comunicato-deve servire di spunto per opinioni diverse, e sia pure contrarie, però non devemai dare spunto a censura.
Fatemi un piacere,
mentre io vado di là a vomitare, voi cliccate sulla foto e lasciate la vostra firma.
E' una petizione mondiale affinchè non si utilizzino piu' ESSERI VIVENTI come forma d'arte.
Akuma Dixit -

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sabato, 24 novembre 2007
Mi viene spontaneo dedicare questa lettera ai sedicenni/diciassettenni
e forse anche a quelli con qualche anno in meno di oggi.
Quelli che nascono con l'ipod in mano e la play3 al pomeriggio.
Quelli che adesso hanno la banda larga , le tariffe Flat e i giochi multiplayer online.
Quelli che da sempre hanno "You And me", i Pentium D e connessioni wireless e bluetooth
(che poi, trovatemi qualcuno che si sia almeno mai chiesto perchè l'hanno chiamata proprio Bluetooth...)
Quelli che sono i ragazzi del 2000. Massima comodità, zero lavoro.
Io ho ventisette anni adesso, ma non è umanamente
possibile paragonare i miei sedici anni ai sedici anni dei ragazzi di oggi.
Noi eravamo diversi.
Meno Techno. Meno DuePuntoZero.
Indubbiamente piu' genuini.
Noi eravamo noi.
Grazie ad Andrea per il magnifico lavoro svolto.
Grazie ad Alessandro per la dritta! Video Magnifico Ale!
Noi che la penitenza era 'dire fare baciare lettera testamento'.
Noi che ci sentivamo ricchi se avevamo 'Parco DellaVittoria e Viale Dei Giardini'.
Noi che i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede cresceva.
Noi che chi lasciava la scia più lunga nella frenata con la bici era il più figo.
Noi che il Ciao si accendeva pedalando.
Noi che suonavamo al campanello per chiedere se c'era l'amico in casa.
Noi che dopo la prima partita c'era la rivincita,e poi la bella,e poi la bella della bella..
Noi che giocavamo a 'Indovina Chi?' e conoscevamo tutti i personaggi a memoria.
Noi che giocavamo a Forza 4.
Noi che giocavamo a nomi, cose, animali, città.. (e la città con la D era sempre Domodossola
).
Noi che ci mancavano sempre quattro figurine per finire l'album Panini.
Noi che avevamo il 'nascondiglio segreto' con il 'passaggio segreto'.
Noi che ci divertivamo anche facendo 'Strega comanda color.'.
Noi che giocavamo a 'Merda' con le carte.
Noi che le cassette se le mangiava il mangianastri, e ci toccava riavvolgere il nastro con la bic.
Noi che avevamo i cartoni animati belli.!!
Noi che litigavamo su chi fosse più forte tra Goldrake, Mazinga, Daitan3, Gundam, Astro-Robot e Daltanious.
Noi che 'Si ma Julian Ross se solo non fosse malato di cuore sarebbe piu forte di Holly e Mark Lenders...'
Noi che guardavamo 'La Casa Nella Prateria' anche se metteva tristezza.
Noi che le barzellette erano Pierino, il fantasmaformaggino o un francese,un tedesco e un italiano.
Noi che ci emozionavamo per un bacio su una guancia.
Noi che si andava in cabina a telefonare.
Noi che c'era la Polaroid e aspettavi che si vedesse la foto.
Noi che non era Natale se alla tv non vedevamo la pubblicità della Coca Cola con l'albero.
Noi che se guardavamo tutto il film delle 20:30 eravamo andati a dormire tardissimo.
Noi che suonavamo ai campanelli e poi scappavamo.
Noi che ci sbucciavamo il ginocchio, ci mettevamo il mercuro cromo, e più era rosso più eri figo.
Noi che nelle foto delle gite facevamo le corna e eravamo sempre sorridenti.
Noi che quando a scuola c'era l'ora di ginnastica partivamo da casa in tuta.
Noi che a scuola ci andavamo da soli, e tornavamo da soli.
Noi che se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario, a casa era il terrore.
Noi che le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su Google.
Noi che si poteva star fuori in bici il pomeriggio.
Noi che se andavi in strada non era così pericoloso.
Noi che però sapevamo che erano le 4 perché stava per iniziare BIM BUM BAM.
Noi che sapevamo che ormai era pronta la cena perché c'era Happy Days.
Noi che il primo novembre era 'Tutti i santi', mica Halloween.
Noi che andavamo a scuola con lo zaino Invicta e la Smemoranda.
Noi che se la notte ti svegliavi e accendevi la tv vedevi il segnale di interruzione delle trasmissioni con quel rumore fastidioso.
Noi che abbiamo avuto le tute lucide che facevano troppo figo.
Noi che all'oratorio le caramelle costavano 50 lire.
Noi che si suonava la pianola Bontempi.
Noi che la merenda era la girella e il Billy all'arancia.
Noi che le macchine avevano la targa nera,i numeri bianchi...e la sigla della provincia in arancione!!
Noi che guardavamo allucinati il futuro nel Drive In con i paninari.
Noi che il Twix si chiamava Raider e faceva competizione al Mars.
Noi che abbiamo passato belle serate in bagno dopo Colpo Grosso (per gli ometti!!!).
Noi che giocavamo col Super Tele.
Noi che il tango costava ancora 5 mila lire e..'stai sicuro che questo non vola...'
(...e qui mi è venuto un brivido!!)
Noi che le All Star le compravi al mercato a 10.000 lire e c'erano le Nike Legend e le Clarck azzurre.
Noi che tiravamo le manine appiccicose delle patatine sui capelli delle femmine.
Noi che abbiamo avuto tutti il bomber blu/verde con l'interno arancione e i miniciccioli nel taschino.
Noi che se eri bocciato in 3° media potevi arrivare con il Fifty o
il Cobra truccato ed eri un figo della Madonna!!!
NOI CHE SIAMO ANCORA QUI E CERTE COSE LE ABBIAMO DIMENTICATE
NOI CHE SORRIDIAMO QUANDO CE LE RICORDIAMO.
NOI CHE SIAMO STATI QUESTE COSE E GLI ALTRI NON SANNO COSA SI SONO PERSI!!!
QUESTA è LA NOSTRA STORIA.
Akuma Dixit -

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sabato, 29 settembre 2007
La stanza è in penombra, rischiarata dalla poca luce del salone che filtra dal muro a vetri.
Lui è steso, seminudo. Respiro lento e braccia abbandonate sopra la testa.
Lei è di fianco a lui: una gamba piegata sul suo addome ed il seno, nudo e bellissimo, sul suo costato.
Silenzio. Non c'e' molto da dire ora. Ognuno segue i suoi pensieri, ognuno con le sue domande.
Giocano le sue dita, impreziosite dalla French manicure fatta di recente, percorrendo lentamente centimetri
di pelle nuda, girando intorno all'ombelico, proseguendo sulla divisione leggera del petto.
E a lui piace. Gli piace sentire il calore delle sue mani, gli piace sentire il suo viso stretto che respira vicino al suo collo, gli piace da impazzire l'odore dei suoi capelli.
"...mi fai il solletico!"
"Ma non dirmi" - lei sembra divertita dalla nuova scoperta
"soffri il solletico?"
"Beh, soffro il solletico praticamente dappertutto!"
"Ah si?? E allora vuol dire che quando sarai cattivo con me, saprò come torturarti!"
"...no! dai! ti prego! TUTTO tranne che il solletico! picchiami e torturami legato, ma non il solletico!
ti racconto una cosa: qualche tempo fa..."
Bacio. Il racconto interrotto da un bacio lungo e dolce.
Adora le sue labbra tenere.
Forse sono cose che si dicono sempre, in casi come questo,
ma avrebbe giurato di non aver mai toccato labbra cosi' tenere come le sue.
"Hai delle labbra morbide da impazzire, amore...."
"Amore". La prima volta che "Amore" era riferito espressamente a lei.
Che strano. E' stato istintivo. Automatico.
L'aveva chiamata Amore.
".... quella è una parola importante. Non buttarla via cosi' in fretta. "
"...non lo so.... io credo che chiamarti "Amore" sia qualcosa piu' di ti voglio bene, e qualcosa meno di "Ti amo"."
"...boh... questa tesi non mi convince. Se mi chiami "Amore", vuol dire che....insomma...l'Amore...cioè...tu mi identifichi con...vabeh, lasciamo perdere, mi sono incartata!!"
Scoppiano a ridere abbracciandosi.
"...quindi tu mi vuoi piu' di "bene", ma meno di "ti amo...."
"Chiaramente. Oppure vuoi che ti dico che ti amo?"
"sei pazzo da legare"
"se vuoi ti dico che ti amo!"
"Non ci provare, stupido!"
Occhi da film western anni 80 dritti nei suoi occhi, voce impostata -
"Ti Amo, principessa."
"Ti uccidooooo!"
Lei è divertita. sorride con quei suoi denti bianchi mentre gli afferra i fianchi
e lo fa ridere, facendogli il solletico.
Lui scoppia a ridere, abbracciandola forte nel tentativo di tenerla ferma.
Le braccia di lei cedono e si bloccano sulle spalle di lui, tramutandosi in un tenero abbraccio
che ferma la scena per qualche secondo.
Respiri incrociati nella penombra della stanza.
Silenzio. Il volto di lui tuffato nella cascata di luce dei suoi capelli.
"Ti voglio bene tesoro"
"Ti voglio bene, grè."
Akuma Dixit -

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domenica, 17 giugno 2007
Preambolo: Chi mi conosce di persona, dovrebbe cliccare qui per partecipare al concorso "Indovina l'autore del video e vinci un orsacchiotto".
(Copiato dal blog di Tisbe)
Ogni volta che qualcuno va a visitare il sito dell'orgoglio pedofilo (Si, diocriminale, esiste anche il sito dell "Orgoglio pedofilo", ma qui il link ve lo scordate), il contatore delle visite aumenta e gli ideatori del sito approfittano del dato per supporre che ci siano molte persone che la pensano come loro. Tenetelo presente nel momento in cui andrete su Google a cercare "BoyLoveDay" o "orgoglio pedofilo")
Combattere la pedofilia non significa soltanto punire chi commette atti così aberranti. Vuol dire anche respingere l'inaccettabile mentalità di chi difende, orgogliosamente, l'appartenenza a tale categoria.
E' per questo che non possiamo far finta di nulla nel sapere che il 23 giugno sarà la Giornata dell'orgoglio pedofilo. Sì, avete letto bene: la Giornata Mondiale dell'Orgoglio Pedofilo (boyloveday international), una "festa" riconosciuta ormai da 8 anni.
La notizia, come spesso accade in questi casi, sta facendo il giro della Rete e la blogosfera si sta mobilitando in vari modi per far sì che la gente venga a conoscenza di questa allucinante iniziativa. La Giornata mondiale dell'Orgoglio Pedofilo è sostenuta su un sito ufficiale, dove vengono spiegate le ragioni dell'istituzione di questa "celebrazione": "While responsible boylove is about the caring, mentoring and loving relationships that exist between millions of boys and older males, there are, sadly, a few older males who use and abuse boys for their own selfish purposes. Society, and especially the media, often fail to distinguish between these two opposites".
In qualche modo si cerca di giustificare una relazione tra uomini e ragazzi più giovani, in nome della libertà di pensiero e di orientamento sessuale. Se date un'occhiata alla galleria delle immagini capirete come non si tratti semplicemente di libero orientamento sessuale se persino Babbo Natale con attorno alcuni bambini viene preso come modello. In Rete molti blogger si stanno mobilitando contro l'Istituzione di questa Giornata e stanno organizzando contromanifestazioni in tutta Italia. Scrive Sissunchi con preoccupazione: "Non è un sito illegale, non contiene pornografia, anzi questi signori si impegnano a convincere i loro lettori di agire nel bene, di volersi differenziare dai criminali, da chi fa atti violenti, da chi costringe i bambini, i ragazzi, dicendo che loro li amano.(...)
Non è una novità, sono 8 anni che questa giornata esiste, che questo sito è on line, nell'indifferenza di tutto gli organismi internazionali, qualcuno ha addirittura richiesto l'intervento dell' ONU, ma tutto è rimasto così comè". Orpheus, invece, sottolinea come si debba fare attenzione non solo ai pedofili ma anche a chi "appoggia e quindi contribuisce a fare passare, l’idea che la pedofilia sia un "orientamento sessuale" e che quindi deve potersi esprimere liberamente in uno stato diritto, quando non è direttamente collegata ad una violenza fisica. Gli sponsor della cultura della trasgressione come forma di libertà estrema, hanno contribuito all’enorme diffusione della pedofilia e alla crescita vertiginosa di ‘cessi’ come il Nambla, in quanto difensori del diritto della “libertà d’ espressione pedofila” che, secondo le loro menti malate, non causa violenza diretta sui bambini. Va da sè che un libro pedofilo non violenta un bambino, ma il pedofilo che si sente legittimato da questa oscena normalizzazione della pedofilia, sì".
L'Associazione per la Mobilitazione Sociale, fortunatamente, non è stata in silenzio è ha indetto per il 23 giugno una fiaccolata a Palermo contro le vittime della pedofilia.
La blogosfera non può restare in silenzio. Sarà banale dirlo, ma la Rete serve anche a dare voce a chi non ne ha.
Fatevi un piacere: cliccate sul banner in alto, e, il 23 Giugno, appendete uno straccio bianco fuori dalla vostra finestra.
Comunicazione di servizio solo per avvertire la gentile utenza che sto eseguendo, a tempo perso, il restyling del blog. Ho aggiunto il banner centrale al posto di quella immagine temporanea in bianco e nero,ho allungato la striscetta centrale subito sotto al titolo fondendola con i bordi del blog ed infine ho ideato un nuovo bottone automatico per contattarmi, qui a sinistra. Alla fine dei giochi, la cosa piu' brutta adesso sono i bottoni dei links qui accanto. Modificherò anche quelli, ho già in mente un layout che prevede bottoncini alti una riga che al passaggio del mouse animano una finestra in alto che dovrebbe contenere una foto e audio diversi per ogni link.
Akuma Dixit -

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domenica, 03 giugno 2007
Pomeriggio:
Claudio, Fabio, Gregory. Villa Pamphili. ore 15.00
Il sole è caldo e allegro su un parco pieno di bambini che giocano a pallone
e mamme che rubano qualche minuto di relax per abbronzarsi un po'.
Le granite di caffè e panna si sciolgono velocemente mentre
si chiacchiera del più e del meno.
"...aoh, ma com'e' che n'hai chiuso la serranda dell'ufficio?"
"...'a Claudio...so le 3 del pomeriggio.. che dici , me rapinano?"
"..magari non te rapinano, ma de sti tempi, che cazzo ne sai..."
"'mmazza Clà...ottimista come 'n gatto nero eh..."
"..."
"Va beh che stamo a du' passi...male che va li beccamo dentro e li pistamo come l'uva"
"beh, si. minimo. Che poi vai a sapè se non te tirano fori un cortello.
Perchè mo' mica te poi piu' permette de litigà con le mani.
Mica è che te dai due carci e du pizzoni e finisce tutto là.
Po' esse pure che pè 'na stronzata qualunque te tirano fori' er pezzo,
o er cortello...."
"Chai proprio ragione...certe vorte scappa er morto pè le peggio stronzate..."
"s'annamo a fà du scambi a pallone?"
"...nnamo?"
"..nnamo!"
Notte:
ore 23.50, appuntamento a Mezzanotte all'obelisco dell'Eur.
Gli amici mi aspettano per andare a fare un giro nei locali del Litorale di Ostia.
Monteverde è praticamente deserta. Alle 23.00 qua c'e' il coprifuoco da sempre.
Monto nella Roadster , con una grande voglia di andarmi a divertire.
Squilla il cellulare.
"Signor Pxxxx?"
"si?"
"Mortacci suoi signor Pxxxx, noi siamo qui e la stiamo aspettando, signor Pxxx.
Sbrighete signor Pxxxxx, che si fai tardi te spezzo le gambe e te ce pio a carci"
"
Luca [Nome di fantasia!],
sono già in macchina arrivo!"
"Daje"
Luca. Uno di quelli "amico per sempre, nemico
MAI".
Luca mena come poche persone ho visto in vita mia.
Un amico da sempre, con cui ci si scambia i favori.
Uno con cui ci vai a cena fuori e ci scherzi su tutto.
L'importante è che non ce litighi e "non je cachi er cazzo" come dice lui.
Tutto qua. Non te fa mette le mani addosso, e vivi tranquillo.
Inserisco un cd dei
RiverofChange (metalProgressive! chi l'avrebbe mai detto?!)
e alzo la musica a palla. Premo sull'accelleratore soprassando a Destra e Sinistra
come se fossi su un circuito di Formula1. Adrenalina e musica da stordirsi.
Sbaglierò, forse, ma il sabato sera mi piace sfogarmi da subito.
15 minuti dopo sono all'Obelisco.
Nessuno.
Strano. Mi aspettavo le solite 4/5 macchine e gli amici fuori ad aspettarmi.
E invece non c'è nessuno.
Altre comitive in attesa di altri amici, ma della mia non c'e' traccia. Strano.
Squilla il cellulare. E' una mia ex.
"Ma dove vaaaaaai a fare il fico con la macchina scappottata!!!"
"eh...cercavo i miei amici...."
"eheheh...noi andiamo alle Terrazze! Stiamo partendo adesso!
"Se per caso vieni anche tu, fammelo sapere cosi' facciamo due chiacchiere, che non ci vediamo da un bel po'! Dai che ci sono anche delle mie amiche!"
"oh, va bene! ti faccio sapere stella! bacio!"
Bene! Fosse che stasera rimedio battaglia....
Appena becco gli amici propongo la variante.
Appena li becco.
Ma ndo cazzo stanno?
[Interrompo qua e continuo domani, o stasera.
Per colpa della bella serata di ieri, ora mi tocca andare a far visita a un amico
che a momenti ci lasciava la pelle. Dio santo.]
Akuma Dixit -

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domenica, 27 maggio 2007

«
Ci hanno detto che dobbiamo mettere le inferriate » - ha aggiunto -
«
ma se mi devo mettere io dietro alle sbarre allora è la fine. Questo è oggi il mondo»
Già,
questo è oggi il mondo.
IO devo mettere le sbarre alle finestre.
IO cittadino
libero del XXI secolo, devo vivere in una prigione
per difendermi da loro, schifosi sub umani che per mille euro
uccidono due volte.
La pena di morte. Sono anni che lo dico.
Ma non sono il tipo che pensa "io ho la soluzione si fa cosi' e non si sbaglia".
La pena di morte è una cosa delicata che non si puo' decidere tout court.
E allora facciamo una proposta di legge che provi ad accontentare tutti.
Istituiamo la pena di morte da Ottobre 2007 ad aprile 2008.
6 mesi effettivi.
Cosi' per vedere l'effetto che fa.
E dirò di più: non la sedia elettrica. L'impiccagione pubblica.
Come hanno fatto per Saddam Hussein.
Nella Roma antica, i padri, subito dopo un impiccagione
davano uno schiaffone ai figli, di quelli che facevano male.
Era un gesto d'amore. Un gesto paterno perchè
" si ricordassero " ( i figli ) " della fine che avrebbero fatto se fossero diventati dei delinquenti".
Noi viviamo nell'epoca della multimedialità.
Le informazioni corrono su Video e audio per tutto il globo terrestre.
Sfruttiamo queste tecnologie allora. Facciamo vedere al mondo intero
cosa succede ai "briganti", ai "delinquenti".
Il corpo penzolante di Saddam io ce l'ho ancora impresso nella testa.
IO che non ho ragione di avere paura.
Fate vedere un impiccagione pubblica a qualcuno che ha intenzione di uccidere la madre invece.
Forse funziona come deterrente. E se non funziona come deterrente, allora se la sta cercando.
E, dopo l'omicidio, seguirà la mamma nelle verdi praterie.
(
è buffo aver ucciso la mamma per poi ritrovarsela accanto comunque per l'eternità no? 
)
Domande & Risposte.
"La pena di morte non abbasserà il crimine, sicuramente" -
Si, ma io mi faccio una pippa a due mani a vedere abbrustolito
l'animale che prende a badilate in faccia un bambino di 18 mesi.
"In america è un modello che non funziona"
L'italia è piu' piccola dell'America di almeno 5 volte.
Li, per ogni animale abbrustolito ne spuntano altri 5.
Qui , matematicamente, ne spunterebbe un altro, forse due.
Abbiamo un margine molto piu' alto.
"Si corre il rischio di uccidere degli innocenti"
No. Non credo. Il modello americano forse deficita proprio in questo.
Andrebbero studiate a fondo delle meccaniche per evitare
"errori grossolani" e basta.
Poi, ragazzi, le grandi rivoluzioni non sono mai state perfette, ricordatevelo.
"Solo DIO puo' decidere della vita di ognuno di noi"
Vuoi dire che DIO ha guidato la mano dei maiali che
ha sterminato una famiglia intera ad Erba?
Quindi Dio ha dei Figli di seria A e dei figli di Serie B.
Quindi i figli di seria A uccidono i figli di serie B, mantenendo il diritto alla vita?
Ma vaffanculo va.
( e sono due post che termino cosi'.)
Akuma Dixit -

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venerdì, 06 aprile 2007
Akuma Dixit -

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